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La storia del nostro comune di Antonio Cucuzza Sulle origini di Mirabella.

Alcuni importanti storici come l’Holm, hanno ipotizzato che possa derivare dall’antica ‘Imacara città ricordata da Cicerone, Paolo Diacono, Plinio, Tolomeo, ed altri. L’esistenza del casale di Limbacari è attestato già nel XII secolo ma dopo un periodo molto turbolento, durato per tutto il XIII secolo, conseguente alla Guerra del Vespro, molti dei casali della Sicilia normanna restarono spopolati lasciando immensi territori incolti. Solo a guardare i documenti medievali si conoscono molti casali, posti nei dintorni di Piazza Armerina, che restano disabitati basta citare quelli di Condrò, Gallinica, Polino, Rabugino, Rambaldo, Rossomanno e Gatta prossimi a quello di Imbaccari. Il casale sembra che resti abitato tra il XII ed il XIV secolo posto nei pressi della strada che da Lentini portava a Piazza Armerina. All’inizio del XV secolo lo troviamo semplice feudo piano cioè privo di centro abitato. A partire dalla metà del XV secolo la ripresa economica dovuta all'incremento dei commerci soprattutto del grano; la necessità di avere braccia da lavoro in numero sufficiente a coltivare i feudi; la corsa ai titoli nobiliari importanti, come quello di principe, che davano la possibilità di sedere in Parlamento; la concessione spesso del mero e misto impero convinsero molti aristocratici a tentare il ripopolamento dei propri feudi. La concessione delle Licentiae Populandi aveva un iter abbastanza preciso. Soltanto dopo, cioè quando tutto l’iter era completato, il re dava il benestare. Ottenuta la licenza bisogna dare un seguito costruendo case, strade, chiese, magazzini e attirando gente da altri paesi con la concessione di mutui in denaro e pezzi di terra in censo in cambio imponendo delle corvee, dette angherie, talvolta molto pesanti. Il Paese di Mirabella Imbaccari fu fondato da Don Giuseppe Paternò Barone di Raddusa, nel quadro della colonizzazione interna della Sicilia. Egli, infatti, l'11 settembre 1610 ottenne dal Re Filippo III di Spagna e II di Sicilia (1598-1621) l'autorizzazione a costruire una terra cioé un paese nel proprio feudo e di chiamarlo col nome della propria moglie: (Eleonora) Mirabella. La costruzione del paese, però, iniziata nel feudo di Baldo, non ebbe purtroppo esito felice a causa della insalubrità climatica e della malaria. Comunque Don Giacinto Paternò spostò il luogo della nuova fondazione ottenendone la regolare licenza nel 1636. Il paese nasce con una pianta regolare: una sessantina di case vengono costruite intorno al Palazzo Baronale, la Chiesa Madre con il suo prospetto barocco ed il palazzo baronale in posizione dominante. Ancora nel 1653 erano poche case, tanto che non viene censita nel rivelo di quell'anno mentre sono 307 abitanti in quello del 1682, 469 in quello del 1714 e 1112 in quello del 1748, cioè 220 case circa.Vito Amico ci dà la prima descrizione di Mirabella databile alla metà del XVIII secolo: “Recentemente terricciuola, un tempo fortezza con casale tra Piazza Armerina e Caltagirone, donde dista circa 7 miglia in pari intervallo altrimenti detta Imbaccari, che siede in un ampio poggio prono verso occidente, ed è divisa da rette vie. La chiesa maggiore parrocchiale, che ne ha un'altra sotto la sua giurisdizione sacra alla B. Vergine delle Grazie, rivolta verso la parte occidentale ed è presieduta da un sacerdote insignito del titolo di beneficiale sotto il vescovo di Catania. Molto ampia ed elegante casa baronale che corrisponde rimpetto la medesima chiesa, interposta una larga lunga via, si ha di dietro un amenissimo ed irrigato giardino, sovraneggia le altre umili case dei terrieri." Al nome Mirabella, in seguito ad una delibera della Giunta Municipale datata 28 Luglio 1862, re Vittorio Emanuele II, con Regio Decreto datato Torino 14 dicembre 1862, stabilì che il paese si aggiungesse quello di Imbaccari.


 

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