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Breve
storia del legame tra la nobile famiglia e Mirabella.
Per
i visitatori che da Piazza Armerina giungono a Mirabella, la spettacolare veduta
del paese che si presenta ai loro occhi, dopo avere superato il confine tra la
provincia di Enna e quella di Catania, è caratterizzata dalla presenza di un
edificio massiccio, costruito in uno dei punti più alti della collina «Imbaccari»,
la cui bella mole predomina sul resto delle abitazioni.
Si
tratta del Palazzo Biscari, il monumento più importante, dal punto di vista
storico, presente nel Comune di Mirabella Imbaccari. La sua costruzione, voluta
da Giacinto Paternò, risale al 1630 ma, i lavori furono ripresi nel 1717 da Don
Ottavio Trigona che fece edificare il secondo piano del Palazzo, che fino al 18
Aprile 1928 fu la residenza estiva dei Principi Biscari ai quali tutti i
Mirabellesi devono tanto per tutto ciò che hanno dato alla nostra cittadina.
Furono
proprio i Biscari, e per la precisione Angelina Auteri in Paternò Castello di
Biscari, napoletana di origine, cresciuta a Roma nel collegio delle suore di
S.Dorotea, che grazie all'aiuto di alcune suore ospitate nella propria
residenza, introdusse il Tombolo a Mirabella; Tombolo che oggi è il piu
importante prodotto e vanto dell'artigianato locale e che viene esposto in
numerose mostre e fiere in tutta Italia. Ai Principi Biscari si deve anche la
donazione, avvenuta il 19 Marzo 1930, in favore del Comune di Mirabella, di un
terreno sito in Contrada «Orto Canale» allo scopo di edificarvi un edificio da
adibire a sede per le Scuole Elementari, cosa che poi venne eseguita negli anni
cinquanta. Alla fine degli anni venti risale invece la donazione, da parte di
Ignazio Paternò Castello dei principi di Biscari, del Palazzo Baronale e del
vicino giardinetto all'Istituto delle Suore di Santa Dorotea. Proprio la grande
religiosità di Ignazio Paternò Castello e della moglie Angelina Auteri, è
stato il motivo di queste donazioni balzate subito agli onori della cronaca per
la singolarità del gesto.
A
queste poi vanno aggiunti il frazionamento del grande feudo che venne poi
venduto in piccoli appezzamenti e la rinuncia al proprio patrimonio valutato in
quel tempo intorno ai quattrocento milioni di lire, devoluto in parte ad
istituti religiosi ed in parte in beneficenza. Ma Vediamo come è nato questo
rapporto tra Mirabella e i Principi di Biscari, facenti parte di una delle più
illustri famiglie di Catania essendo un ramo importante della grande famiglia
dei Paternò, rapporto che col passare del tempo è diventato sempre più
stretto. Tutto iniziò nel 1737 quando Vincenzo Paternò Castello Principe di
Biscari, entrò in possesso delle terre di Baldo, Imbaccari e Mirabella. Alla
sua morte avvenuta nel 1750, gli successe il primogenito Ignazio Paternò
Castello Scammacca che fu, tra l'altro, un grande mecenate e il fondatore del
museo Biscari di Catania. Fu proprio sotto di lui che il paese di Mirabella
iniziò ad intravedere un po' di benessere; paese che fu fondato più di un
secolo prima da Giuseppe Maria Paternò e che, stretto tra due città come
Piazza Armerina e Caltagirone, soffriva enormemente soprattutto dal punto di
vista economico ed imprenditoriale. In seguito, la successione avvenne da padre
in figlio fino a quando, ad Ignazio Vincenzo Paternò Castello, morto senza aver
messo al mondo alcun erede, successe il fratello Roberto Vincenzo.
Di
successore in successore giungiamo così all'ultimo possessore di Mirabella,
Ignazio Paternò Castello la cui storia è molto commovente. Egli infatti lasciò
tutti i suoi beni per entrare a far parte dei Padri Barnabiti dopo che, in
seguito ad un pellegrinaggio a Lourdes, guarì miracolosamente dalla sciatica che
aveva contratto durante il servizio militare e che i medici avevano giudicato
inguaribile. A tal proposito si narra che, uscendo guarito dalla piscina in cui
si era tuffato, il Principe lasciò il busto che era stato costretto a portare
per ben quattro anni, ai piedi della statua della Madonna. Qualche anno dopo,
d'accordo con la moglie che era altrettanto impegnata religiosamente, decise di
entrare a far parte dell'ordine dei Padri Barnabiti, recandosi nel convento di
Monza. Nel 1929 arrivò anche l'ordinazione a Sacerdote. Da quel momento passò
ogni attimo della sua vita assistendo i poveri e gli ammalati e venendo
ricambiato soltanto dalla benevolenza della gente che aiutava. La moglie,
invece, entrò nel Carmelo di Modena e nel 1938 venne eletta sottopriora.
Scomparvero, rispettivamente, nel 1944 il Principe e nel 1964 la moglie, dopo
che nel 1941, essendo stata colpita da una trombosi, fu costretta a vivere il
resto dei suoi giorni
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