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Mirabella Imbaccari
(C.A.P. 95040) dista 131 Km. da Agrigento, 65 Km. da Caltanissetta, 93 Km.
da Catania, alla cui provincia appartiene, 48 Km. da Enna, 189 Km. da Messina,
207 Km. da Palermo, 92 Km. da Ragusa, 121 Km. da Siracusa, 306 Km. da Trapani.
Il comune conta 8.591 abitanti e ha una superficie di 1.535 ettari per una densità
abitativa di 560 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona collinare
interna, posta a 518 metri sopra il livello del mare.
Sito alla pendici dei monti Ebrei, Mirabella Imbaccari si distingue per la ricca
produzione di uva, agrumi, olive, mandorle e nocciole. Caratteristici sono i
ricami e il tombolo (particolare tipo di merletto lavorato con aghi) dell'artigianato
locale che vengono esposti nell'annuale Mostra artigianale del Tombolo che si
svolge nel mese di settembre.
Il nome Mirabella venne dato al paese dal suo fondatore Giuseppe Paternò
barone di Raddusa che volle cosi onorare la moglie donna Eleonora Mirabella.
Il primo borgo fu eretto nel preesistente feudo di Baldo, ma venne subito abbandonato
a causa di una funesta pestilenza. Nel 1635 venne ricostruito e fu aggiunto
l'appositivo "Imbaccari" dall'omonimo colle su cui sorse il paese.
Dal XVII secolo esso appartenne alla famiglia Trigonia prima e poi ai principi
Biscari sino al 1925, anno in cui divenne comune autonomo.
Nel settore monumentale citiamo il Palazzo Biscari eretto nel 1630 e parzialmente
danneggiato dal sisma del 1693 e la Chiesa Madre in tipico stile barocco.
È interessante ricordare che la gentildonna catanese Angelina Auteri,
nel 1910, istituì nella città la cosiddetta "Opera del Tombolo",
cioè un'associazione che insegnava questa peculiare arte del ricamo a
mano, oggi principale attività dell'artigianato locale.
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